SEA - Diario delle esperienze

Madrid, Spagna - Linda Izzo

Erasmus-bis
La possibilità di trascorrere due settimane a Madrid con il progetto Erasmus Docenti, mi è apparsa subito come un’opportunità da non perdere.
Insegnando lo spagnolo la destinazione mi pareva congeniale per più di un motivo. Il primo di tipo nostalgico-sentimentale: a Madrid ho trascorso 10 mesi quasi 20 anni fa; il mio primo erasmus, il contatto a lunga durata con la capitale spagnola, la possibilità reale di apprendere dal vivo la lingua, il primo assaggio di indipendenza e ancora tante altre prime volte.
Il secondo motivo ha assunto subito una luce più professionale: con gli anni ho capito che nel nostro mestiere il confronto tra insegnanti e con altre realtà didattiche è di vitale importanza, l’occasione di poter mettere a confronto metodologie, strumenti, strategie con colleghi e colleghe di un altro paese mi è parsa un’esperienza obbligata per il mio lavoro che vorrei confluisse sempre più in una dimensione europea piena di connessioni e scambi. E vorrei che l’obiettivo ultimo di questa “ricerca” fossero la trasmissione ai nostri studenti e studentesse di valori quali la connessione appunto, l’intercultura e la curiosità nei confronti dell’altro; progetti come questi ci aiutano a farci sentire cittadini del mondo e ci forniscono spunti, idee per aiutare i ragazzi e le ragazze delle nostre scuole a formarsi a loro volta come cittadini e cittadine del mondo.

Finlandia, 6-18 febbraio 2020 - Angelica Ortolani

Avevo sempre sognato di andare a vedere come fosse la Scuola finlandese, di poter osservare da vicino corsi e programmi; tecniche e metodologie; e, non per ultimo, come si comportassero docenti e studenti – magari camminavano a mezz’aria e facevano lezione su navi rompighiaccio! Insomma, avevo idealizzata questa Scuola e i suoi protagonisti. Quindi, nell’esatto momento in cui ho realizzato che saremmo davvero partiti, ho provato subito la tipica ed entusiasmante frenesia che m’invade prima di un viaggio; ma, al tempo stesso,  mi sentivo inesorabilmente tentata a rinunciare: il fatto era che non avrei davvero voluto che quella mia sublimata immagine s’infrangesse al mio primo contatto con la realtà suomi; né avrei voluto alla fine dover dire – prima che a tutti, a me tessa – che tuttoilmondoèpaese, e quelle contorte fregole della mia mente non erano altro che “un piacere nell’immaginazione stessa del piacere” come direbbe il Poeta…

Valladolid, Spagna - Laura Mallaci Bocchio

La nostra scuola riconosce l’importanza del viaggio e la racchiude in questa bellissima frase di John Steinbeck “Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone”.
Viaggiare significa cambiare, cambiare luogo, cambiare sguardo, scoprire, scoprirsi e integrare. Il mio viaggio ha come destinazione Valladolid, città della Spagna. Molto significativa è stata la mia esperienza erasmus + al di fuori della scuola; ho dedicato il mio
tempo libero alla cultura, all’arte, alla storia e alle tradizioni locali. Questo periodo di formazione in un altro Stato dell’UE mi ha permesso di scoprire altre città e la loro ricchezza.
Valladolid è sicuramente depositaria di un glorioso passato e di un vivace presente. Può fregiarsi di illustri cittadini ed eventi storici: qui vissero per alcuni anni Miguel de Cervantes e Cristoforo Colombo, qui nacque il re Filippo II e qui avvenne il matrimonio dei re cattolici Isabella di Castiglia e Fernando di Aragona nel 1469, fu anche Capitale di Spagna. Il suo glorioso passato ha lasciato preziose testimonianze storiche, interessanti musei e un centro ricco di chiese e palazzi signorili; attualmente Valladolid è una città universitaria, ospita una delle più antiche Università della Spagna (se non la più antica). Il ruolo centrale che Valladolid ha ricoperto nella storia e nella cultura della Spagna ha lasciato in eredità un ricco patrimonio di palazzi, musei e monumenti.

Bruxelles - Belgio - Concetta Maggio

 

La mia esperienza Erasmus è iniziata in maniera assolutamente inaspettata, con un invito sorprendente da parte del mio Direttore Amm.vo Dott.ssa Maria Teresa Trinchieri e della referente Erasmus Prof.ssa Elena Radicchi,  in un comunissimo giorno di lavoro. Se dovessi utilizzare un aggettivo per definire la mia esperienza Erasmus utilizzerei l’aggettivo:  sorprendente.

Il mio lavoro mi ha per tanti anni messa nella condizione di vivere di riflesso continue partenze per tutto il mondo ed in  Europa. E’ gratificante vedere gruppi di giovani studenti partire pieni di aspettative e vederli ritornare molto spesso entusiasti con aspettative non deluse nell’esperienza maturata.

Valladolid, Spagna - Laura Cipriani

Valladolid, arrivo!

Non ero mai stata oltre Madrid al nord della Spagna. Ma questa volta ho preso un treno veloce Madrid-Valladolid e ne sono rimata entusiasta oltreché emozionata essendo la prima volta. Mi ha sorpreso il territorio, sembrava che tra una cittadina e un’altra ci fosse il “nulla”! Pianure deserte e poi improvvisamente appariva un paese, mi ha colpito. Arrivata a Valladolid ho subito capito come fosse diversa dalla capitale, molto più piccola e con meno realtà differenti. Tutti sembravano uscire alla stessa ora, tardi la sera, per una tapas e per poi cenare verso le 22. Spesso trovavo ristoranti chiusi e difficile fare colazione prima delle 10. Strano… Mentre a Madrid ad ogni ora c’era gente in giro e tutti i bar /ristoranti erano sempre aperti, qui si passava dal tutti in casa a tutti fuori! Particolare come cosa, i primi giorni sono rimasta sorpresa poi sono entrata sempre di più nella loro cultura..  Conoscendo i colleghi della scuola e uscendo spesso anche con loro, sono entrata nel ritmo spagnolo di vita ed è stato affascinante!

Tampere, Finlandia - Fabrizio Frosali 5-18 febbraio 2020

 

In viaggio verso il paese più felice del mondo

Elena, Angelica ed io arriviamo a Helsinki intorno a mezzogiorno del 5 febbraio 2020. L’aeroporto è accogliente, entro nel primo bagno e sento degli uccellini cantare. Mi guardo intorno sorridendo per questa strana melodia da toilette, come inizio non è niente male. Poi, aspettando l’ora giusta per uscire a prendere il pullman che ci porterà a Tampere, gustiamo una buona zuppa calda servita con gentilezza. Ogni tanto una porta si apre e sentiamo un vento freddo provenire da fuori. Ci eravamo preparati per le basse temperature invernali finlandesi e, in fondo, non sembrano proprio così insopportabili. Mi aspettavo la neve alta, ma se ne vede solo pochissima lungo il ciglio della carreggiata. Il pullman ci lascia presto sulla strada vicino ad una stazione di servizio, in attesa di prendere quello che ci porterà in città. Ci confrontiamo rassicurandoci a vicenda di aver capito bene, sperando di non sbagliare coincidenza. Tutto imbacuccato mi tocco il petto, dovrei sentire gli spallacci dello zaino, anche se non mi sembra di sentirne il peso, ma purtroppo non è così: l’ho lasciato sul bus! Nello zaino ovviamente avevo tutte le cose importanti che consideravo più al sicuro lì che in valigia. Tuttavia, se è vero ciò che dicono dei finlandesi, posso sperare di ritrovarlo. La sera stessa, infatti, grazie all’aiuto di Seppo, un insegnante che è venuto a prenderci alla stazione degli autobus, recupererò tutto; lo zaino mi viene consegnato direttamente dall’autista di un pullman che lo aveva ricevuto a sua volta da un altro. Un passaggio veloce, efficace che permette al mio bagaglio di arrivare a destinazione solo con un po’ di ritardo. Ad accoglierci a Tampere, oltre a Seppo, finalmente la neve! Durerà solo pochi giorni, infatti, da quello che sentiamo dire, sembra che questo sia l’inverno più caldo del secolo. Per loro è davvero inusuale una temperatura media intorno ai cinque gradi in questa parte dell’anno. C’è molta preoccupazione per gli effetti del cambiamento climatico e il tema ambientale sembra essere particolarmente importante per ogni cittadino finlandese, così come quello dell’istruzione e dei servizi sociali.

Tampere, Finlandia – Elena Radicchi

Neve, caffè e renna !!

Dopo quasi un anno e mezzo di lavoro dedicato come organizzatrice e coordinatrice delle mobilità all’estero degli altri colleghi del Marco Polo, alla fine dell’anno scolastico 2018/2019 decido di presentare la domanda per la terza call del progetto Erasmus + ‘Schools of Europe Atelier – S.E.A.’. Sinceramente ho avuto un po’ di titubanza, non sapevo se candidarmi per la Spagna o la Finlandia. Ero già stata in Finlandia qualche anno fa per una settimana internazionale quando ero assegnista di ricerca all’Università di Firenze e questo paese mi aveva colpito per la tranquillità e gentilezza delle persone e per il sistema educativo dell’alta formazione accademica…Nel dubbio, ho messo entrambe le destinazioni…ed essendo stata tra le poche ad avere fatto domanda, a settembre ho avuto la conferma che sarei partita per Tampere in Febbraio 2020. Finalmente era arrivato anche il mio turno!

Il titolo di questo articolo è ‘neve, caffè …filtrato…e renna’, sono le parole chiave che hanno fatto da fil rouge durante questo viaggio.

Oberata come sempre da mille impegni con la scuola, lezioni, compiti di fine quadrimestre, riunioni Erasmus, PCTO, PON, ecc. non sono riuscita a pianificare con largo anticipo come avrei voluto la mia partenza. Sapevo solo che sarebbe stato molto freddo, quindi la parte della valigia dedicata all’abbigliamento tecnico, era l’unico punto fermo che avevo.