SEA - Catalogo delle metodologie

Madrid, Spagna - Linda Izzo

Da sempre mi appassionano i film ambientati nelle scuole di vario ordine e grado; mi è capitato di ammirare con incredulo stupore gli ambienti scolastici in un film danese per esempio, bagnati di luce naturale, in cui il legno scalda lo sguardo, o di seguire con attenzione un lungo piano sequenza di una lezione di letteratura di un liceo francese che riprendeva un bellissimo dibattito/conversazione di un gruppo di studenti seduti in cerchio guidato con sapiente regia dall’insegnante. Finito il film mi chiedo se davvero sia reale quella luce là della scuola danese o se davvero gli studenti parigini siano in grado di dibattere con disinvoltura e fine spirito critico su La pincipessa di Clèves. Tendo a rispondermi che si tratta sì di una fotografia di una realtà, ma con qualche forzatura.
L’Instituto Ítaca di Alcorcón, a pochi chilometri di Madrid, mi appare, senza troppe forzature cinematografiche, per quello che è: un edificio non nuovo, con aule non grandi. Però mi bastano poche ore per scoprire anche i pregi, legati allo spazio, di questa scuola. L’esistenza di una stanza per ogni dipartimento/gruppo disciplinare rende l’edificio come un luogo in cui non solo si è impegnati nelle lezioni in classe, ma anche uno spazio di studio personale, di confronto con i colleghi del gruppo disciplinare e di esplicazione del lavoro che normalmente noi tendiamo a svolgere a casa propria; la biblioteca, abbastanza spaziosa, molto curata, è spesso scelta da alcuni insegnanti per tenere le proprie lezioni.

Alcorcón, Spagna - Giulia Romanelli - 17 febbraio - 1 marzo 2020

E se eliminassimo il manuale di testo? Se procurassimo ai ragazzi solo le nostre dispense e i nostri appunti da studiare? All’Istituto Itaca di Alcorcón di manuali ne ho visti pochi: esistono, ma non per tutte le discipline e in genere non compaiono per essere consultati durante la lezione, né dagli zaini degli studenti, né dalle borse dei docenti.

In genere i colleghi facevano molto uso di proiettori collegati a computer per illustrare dei powerpoint preparati da loro. I ragazzi erano abbastanza coinvolti nel processo di apprendimento, stimolati a porre domande, a rintracciare nozioni e devo dire che sembravano molto abituati a intervenire e a costruire il sapere insieme all’insegnante.

Ecco, allora forse se i nostri studenti, gli italiani dico, si distraggono in classe, a volte restano passivi davanti ai nostri stimoli, la colpa potremmo imputarla al manuale di testo, già pronto, rassicurante nella sua completezza: perché lo studente dovrebbe concentrarsi in classe e drizzare le orecchie se poi troverà lo stesso contenuto che ha spiegato l’insegnante, tra le pagine del manuale? Perché prendere appunti, perché ascoltare?

Lukio, Finlandia - Stefania Magnoni

La “sacralità” della lezione

L’esperienza di job shadowing al Tampereen Lyseon Lukio in Finlandia è stata veramente intensa e stimolante per me. Sono molteplici gli spunti che potrei sviluppare, ma dovendomi concentrare su un aspetto in particolare, ho pensato di scrivere di ciò che veramente ha lasciato in me il segno, la lezione o più precisamente, il valore attribuito alla lezione. Mi spiego meglio.
Il Tampereen Lyseon Lukio è una upper secondary school, una scuola secondaria superiore che corrisponde al secondo biennio e monoennio della nostra scuola secondaria superiore. Gli studenti che, dopo aver frequentato la comprehensive school (dai 7 ai 16 anni di età) desiderano accedere a questo istituto devono fare domanda e vengono accettati sulla base di una graduatoria stilata sulla base del loro GPA (grade point average) che corrisponde alla media dei voti in uscita dalla comprehensive school.
La dirigente, una persona veramente squisita per disponibilità e accoglienza, ci ha illustrato con minuzia di particolari l’organizzazione della scuola, i suoi 3 indirizzi (General High school, European Studies e International Baccalaureate) e la giornata scolastica degli studenti. Ciò che mi ha colpito subito è stata la flessibilità del sistema scolastico in generale, e in particolare il fatto che gli studenti si costruiscano un programma di studio individuale flessibile, la loro learning agenda personalizzata, sulla base di un carnet di offerte preparato accuratamente dallo staff della presidenza.

Valladolid, Spagna - Laura Mallaci Bocchio

La mobilità per l’insegnamento e la formazione del personale della scuola rappresenta una grande opportunità di crescita dal punto di vista professionale, culturale e sociale. Ho scelto di fare questa esperienza per imparare ed approfondire le mie conoscenze sia dal punto di vista linguistico che metodologico-didattico. Ho acquisito alcune delle competenze chiave per l’apprendimento permanente previste dal progetto: ho migliorato le competenze nelle lingue straniere, ho sviluppato l’interesse e la curiosità per le lingue e la comunicazione interculturale, ho incrementato le abilità nella comprensione interculturale, ho organizzato il mio apprendimento mediante una gestione efficace del tempo e delle informazioni a mia disposizione. Ho acquisito, elaborato e l’assimilato nuove conoscenze. L’attività di Job shadowing mi ha permesso di osservare le azioni strategiche di insegnamento messe in campo dai colleghi spagnoli. L’istituto scolastico presso il quale sono stata docente
osservatore è la “IES La Merced” di Valladolid, Spain, Junta de Castilla y Leon, scuola dalle dimensioni contenute, in pieno centro città. L’intera comunità scolastica (Dirigente, staff di dirigenza, docenti e personale ATA) mi ha accolta con gentilezza e disponibilità. Durante il soggiorno a Valladolid sono stata assegnata ad un tutor di nome Eva, collaboratrice del DS, che ha predisposto l’orario, coinvolgendo molti colleghi. L’orario scolastico (8:00-13.45) è articolato in 6 ore giornaliere intervallate da una pausa (ricreo) dalle 10:40 fino alle 11.05.

Fredrikstad – Norvegia – Federico Bini

La mia esperienza di job shadowing, resa possibile grazie al programma europeo Erasmus Plus dedicato al personale docente della Scuola, è iniziata il 1 settembre 2019 e durata per due settimane con rientro il 15 settembre 2019, giusto in tempo per l’inizio delle lezioni in Italia.
Un bel cambiamento che, per alcuni giorni, mi ha fatto riflettere e notare alcune diversità sostanziali fra la nostra cultura ed il nostro sistema nazionale di istruzione rispetto a quello norvegese.
In questa avventura non sono stato solo, ma con la mia collega Cinzia Caparrini, docente di Scienze motorie e sportive, con la quale si è subito creato un bel clima ed una giusta sintonia che hanno permesso a tutta l’esperienza di essere vissuta in modo pieno e proficuo.
A dir la verità, quando mi comunicarono che ci sarebbe stato un posto per la Norvegia, fui titubante ad accettare in quanto la mia idea iniziale era fare un’esperienza in Finlandia oppure non farla proprio. Dentro di me pensavo che, se avessi dovuto impiegare del tempo per formarmi e osservare un sistema d’istruzione diverso dal proprio, sarebbe dovuto essere quello che, almeno secondo le statistiche europee, è considerato il migliore. Poi, come si direbbe in Economia, ci sono sempre delle soluzioni di “second best”, ma a posteriori posso dire che è stata l’opzione migliore e, senza dubbi, una grande opportunità.

Valladolid, Spagna - Laura Cipriani

Questa esperienza è iniziata il 16 febbraio 2020. Arrivare a Valladolid è stato entusiasmante. Conoscere la scuola IES LA MERCED mi ha fatto molto piacere perché entrando in un Istituto scolastico all’estero ti immergi proprio nella loro cultura e modo di fare scuola. Ho riscontrato una certa familiarità con la cultura italiana e i colleghi devo dire sono stati molto carini e disponibili nel mostrarci l’Istituto e spiegarci come funzionano le cose lì. Ci hanno organizzato un orario settimanale per seguire le varie lezioni e affiancare i colleghi spagnoli. Io ho preferito seguire maggiormente le materie umanistiche e ovviamente la mia materia, Scienze Motorie. Per quanto riguarda quest’ultima sono stata molto fortunata perché il collega José si è dimostrato estremamente disponibile al confronto e ha fatto del suo meglio per venirmi incontro e darmi più informazioni possibile. Ho passato diverse ore in palestra con lui affiancandolo nelle lezioni. Ho notato subito che le classi sono molto più piccole delle nostre, dai 15 ai 22 alunni, con alcune eccezioni di classi più numerose fino a 27. Già questo rende la classe molto più gestibile.

Tampere, Finlandia - Fabrizio Frosali 5-18 febbraio 2020

Fiducia e responsabilità

Fiducia e responsabilità sono le parole chiave per comprendere l’essenza del sistema scolastico finlandese. I ragazzi che frequentano il Rellu Lyseon Tampereen, dove sono ospite, mostrano innanzitutto un grande senso di responsabilità diffuso. Entrano a scuola scaglionati e composti, hanno i loro grandi armadietti in cui lasciano giacche pesanti e scarponi. Al secondo piano c’è uno spazio comune dedicato agli studenti, dove troviamo un tavolo da ping pong, una zona ristoro, degli scacchi e una cyclette. La scuola è vissuta e animata ma priva di confusione. Assomiglia di più ad una struttura universitaria che non a una scuola superiore italiana. Non a caso, l’organizzazione delle lezioni riflette proprio un approccio universitario. Non esistono classi ma corsi, ciascuno della durata di un bimestre, strutturato in tre lezioni settimanali di settantacinque minuti per un totale di trentotto ore circa; al termine del corso gli studenti sostengono un esame. La valutazione varia da quattro a dieci, con la sufficienza fissata a cinque. Questo significa che, proprio come all’università, la valutazione è differenziata solo in conseguenza del superamento dell’esame, chi non supera la prova, semplicemente, non avrà riconosciuto il corso. Per ottenere il diploma finale, gli allievi devono aver superato un minimo di settantacinque corsi, generalmente questo avviene nell’arco dei tre anni previsti, ma niente vieta di portare a termine il percorso in due o quattro anni.