Cronache dalla Scuola al tempo del Coronavirus

Vogliamo costruire un racconto collettivo di come il mondo della scuola sta vivendo l'emergenza Coronavirus, una sorta di diario a staffetta in cui insegnanti, studenti, genitori, personale Ata e preside si alternano nel racconto di quello che stiamo provando, delle nostre preoccupazioni, delle nostre speranze.
Vorremmo realizzare un documento sul tempo che stiamo vivendo, dove parlare del presente, ma anche di come uscire da questa fase, di come sentiamo che questa esperienza ci sta cambiando, di quello che pensiamo di fare dopo. Crediamo che esprimere quello che sentiamo potrebbe esserci di grande aiuto in questo momento.

Chiunque voglia partecipare può scrivere un breve testo e inviarlo a 
vicepresidenza@ittmarcopolo.edu.it

Verrà pubblicato qui di seguito, all'interno di questo spazio

Buonasera signorina, perdoni l'attesa.

Un incidente sulla 54° strada.
Due macchine, un bruttissimo incidente.
Sono arrivati i vigili, subito dietro le ambulanze.
Non sono riuscito a vedere bene, ma qualcuno deve esserci rimasto.
Ero bloccato.
I clacson delle macchine mi stavano facendo impazzire. Ha iniziato a piovere, una pioggia fitta. Pensavo di non arrivare mai, che avrei buttato questa cena speciale.
Con permesso, andiamo ad accomodarci. Il nostro è il tavolo là in fondo, una fatica per trovarlo. Ho dovuto prenotare una settimana prima, perché qua, deve sapere, i posti vanno a ruba. Sì, è un ristorante molto rinominato, il migliore della città a mio parere. Si mangia assai bene e hanno un menù molto vario.
Sono contento che le piaccia.
Mi permetta. Ecco si sieda.
Come è bella stasera, la più bella qua dentro. Le dona molto questo taglio di capelli. Il vestito, il trucco, gli anelli. È la mia principessa delle favole.
Si ho scelto anche io, mi piacerebbe un primo di mare e una pepata di cozze.
Cameriere mi scusi, siamo pronti per ordinare.

Lui è Luca. Un ragazzo al quale, prematuramente, è stato portato via quello a cui teneva di più. Ogni venerdì prenota per due, il tavolo in fondo alla sala. Tutte le volte, con 20 minuti di ritardo, arriva, cercando di vivere quello che un brutto incidente di tanti anni fa gli ha tolto. Era il suo primo amore, e quello al ristorante il loro primo appuntamento. La sua perdita lo ha segnato a tal punto da credere di averla ancora. La vede seduta al tavolo, parla con lei, quando invece sull'altra sedia, non c’è nessuno.

Marcello Consigli, 5B