Diversi giorni fa mi sono accorta di quanto una persona che conosco sia dimagrita drasticamente in poco tempo. Si vedeva che non si amava, che non amava la sua vita e che il suo rapporto col cibo fosse decisamente pericoloso. Spesso alla mia domanda “oggi hai mangiato?”, quando sapevo già che non l’aveva fatto, mi tornava come risposta questo “sì”, molto particolare. Con questo sguardo un po’ incredulo, come se pensasse che in realtà non m’importava. L’avevo chiesto più volte quel giorno e l’interazione era sempre la stessa. Non solo, cambiava l’intonazione, ad ogni “sì”. Finché non si era accorta che avevo capito, l’avevo capito che in una settimana aveva messo sotto i denti bene o male quattro gallette di riso. Al momento di parlare vedevo il rifiuto nel suo viso, affatto voleva aprirsi.
I disturbi del comportamento alimentare sono disordini che sconvolgono la vita delle persone e solo una piccolissima percentuale di queste chiedono aiuto. Ne limita le capacità relazionali, lavorative e sociali. Tutto ruota attorno alla paura di ingrassare. Contare a mente le calorie e appena qualcuno fa una domanda, “va tutto bene! Non ho nessun problema”. Incomincia tutto con l’alterazione dell’immagine che si ha di sé stessi all’interno dello specchio e al continuo confrontarsi con altre persone. Tutto ciò si sradica in diverse fasce della malattia, che spesso non si vedono ad occhio nudo. Autolesionismo, tentativi di suicidio e spesso la bulimia.
C’è una persona dietro all’apparenza, bisogna solo rendersene conto. A volte mi sembra incredibile come, magari camminando per il corridoio di scuola o per la strada io non veda facce ma apparenze. Ed è piuttosto facile mascherarsi dietro anche solo ad un filetto di mascara o una felpa con le maniche troppo lunghe per le proprie braccia.

(Bianca Cernuto, 5H)