Cronache dalla Scuola al tempo del Coronavirus

Vogliamo costruire un racconto collettivo di come il mondo della scuola sta vivendo l'emergenza Coronavirus, una sorta di diario a staffetta in cui insegnanti, studenti, genitori, personale Ata e preside si alternano nel racconto di quello che stiamo provando, delle nostre preoccupazioni, delle nostre speranze.
Vorremmo realizzare un documento sul tempo che stiamo vivendo, dove parlare del presente, ma anche di come uscire da questa fase, di come sentiamo che questa esperienza ci sta cambiando, di quello che pensiamo di fare dopo. Crediamo che esprimere quello che sentiamo potrebbe esserci di grande aiuto in questo momento.

Chiunque voglia partecipare può scrivere un breve testo e inviarlo a 
vicepresidenza@ittmarcopolo.edu.it

Verrà pubblicato qui di seguito, all'interno di questo spazio

Diversi giorni fa mi sono accorta di quanto una persona che conosco sia dimagrita drasticamente in poco tempo. Si vedeva che non si amava, che non amava la sua vita e che il suo rapporto col cibo fosse decisamente pericoloso. Spesso alla mia domanda “oggi hai mangiato?”, quando sapevo già che non l’aveva fatto, mi tornava come risposta questo “sì”, molto particolare. Con questo sguardo un po’ incredulo, come se pensasse che in realtà non m’importava. L’avevo chiesto più volte quel giorno e l’interazione era sempre la stessa. Non solo, cambiava l’intonazione, ad ogni “sì”. Finché non si era accorta che avevo capito, l’avevo capito che in una settimana aveva messo sotto i denti bene o male quattro gallette di riso. Al momento di parlare vedevo il rifiuto nel suo viso, affatto voleva aprirsi.
I disturbi del comportamento alimentare sono disordini che sconvolgono la vita delle persone e solo una piccolissima percentuale di queste chiedono aiuto. Ne limita le capacità relazionali, lavorative e sociali. Tutto ruota attorno alla paura di ingrassare. Contare a mente le calorie e appena qualcuno fa una domanda, “va tutto bene! Non ho nessun problema”. Incomincia tutto con l’alterazione dell’immagine che si ha di sé stessi all’interno dello specchio e al continuo confrontarsi con altre persone. Tutto ciò si sradica in diverse fasce della malattia, che spesso non si vedono ad occhio nudo. Autolesionismo, tentativi di suicidio e spesso la bulimia.
C’è una persona dietro all’apparenza, bisogna solo rendersene conto. A volte mi sembra incredibile come, magari camminando per il corridoio di scuola o per la strada io non veda facce ma apparenze. Ed è piuttosto facile mascherarsi dietro anche solo ad un filetto di mascara o una felpa con le maniche troppo lunghe per le proprie braccia.

(Bianca Cernuto, 5H)