Cronache dalla Scuola al tempo del Coronavirus

Vogliamo costruire un racconto collettivo di come il mondo della scuola sta vivendo l'emergenza Coronavirus, una sorta di diario a staffetta in cui insegnanti, studenti, genitori, personale Ata e preside si alternano nel racconto di quello che stiamo provando, delle nostre preoccupazioni, delle nostre speranze.
Vorremmo realizzare un documento sul tempo che stiamo vivendo, dove parlare del presente, ma anche di come uscire da questa fase, di come sentiamo che questa esperienza ci sta cambiando, di quello che pensiamo di fare dopo. Crediamo che esprimere quello che sentiamo potrebbe esserci di grande aiuto in questo momento.

Chiunque voglia partecipare può scrivere un breve testo e inviarlo a 
vicepresidenza@ittmarcopolo.edu.it

Verrà pubblicato qui di seguito, all'interno di questo spazio

È cresciuto da solo.
Ha imparato a difendersi, con le parole o con la forza. È stato costretto persino ad impugnare un'arma.
È cresciuto da solo.
Nessuno di quelli che lo circondavano erano interessati a lui. Si rompeva sotto i loro occhi, il suo cuore si sbriciolava in mille pezzi... e nessuno era lì a soccorrerlo.
È cresciuto da solo.
Incubi. La notte era un continuo incubo. Il suo passato, i ricordi d’infanzia, di ciò che è dovuto diventare per sopravvivere... Tutto lo tormentava e non lo faceva dormire.
È cresciuto da solo.
17 anni, quasi 18. Quasi maggiorenne e non si fidava di nessuno.

E poi una luce.
Un ragazzo semplice, innocente, certe volte anche un po' tonto.
Un ragazzo dall'animo buono.
Si è avvicinato, ha preso i cocci del suo cuore e si è messo lì a ricucirli. E non ha voluto niente in cambio.
Lo ha aiutato e basta. Ha teso la sua mano e ha aspettato pazientemente che lui la stringesse.
Gli è rimasto accanto, non per il suo corpo, non perché voleva essere protetto, non per i soldi che quel ragazzo avrebbe potuto avere...
Gli è rimasto accanto perché desiderava salvarlo, proteggerlo da sé stesso.
È cresciuto da solo...?
No. È rimasto un bambino. Un bambino che aveva bisogno di qualcuno.
Di un amico.
L'amicizia, quella vera. Quella disinteressata.
Eiji non voleva nulla da Ash e Ash non ha dovuto dare qualcosa ad Eiji.
Si sono solo incontrati e presi per mano, si sono dati forza a vicenda e hanno affrontato i problemi che si sono presentati. Hanno scherzato e festeggiato insieme, qualche volta hanno litigato e poi fatto la pace...
Hanno fatto amicizia.
Entrambi hanno trovato un vero amico, una di quelle persone che ti porta solo felicità e ti sta accanto sempre, senza volere nulla da te.

(Alice Maestrini, 3H)