Cronache dalla Scuola al tempo del Coronavirus

Vogliamo costruire un racconto collettivo di come il mondo della scuola sta vivendo l'emergenza Coronavirus, una sorta di diario a staffetta in cui insegnanti, studenti, genitori, personale Ata e preside si alternano nel racconto di quello che stiamo provando, delle nostre preoccupazioni, delle nostre speranze.
Vorremmo realizzare un documento sul tempo che stiamo vivendo, dove parlare del presente, ma anche di come uscire da questa fase, di come sentiamo che questa esperienza ci sta cambiando, di quello che pensiamo di fare dopo. Crediamo che esprimere quello che sentiamo potrebbe esserci di grande aiuto in questo momento.

Chiunque voglia partecipare può scrivere un breve testo e inviarlo a 
vicepresidenza@ittmarcopolo.edu.it

Verrà pubblicato qui di seguito, all'interno di questo spazio

Una voce risuona nelle mie orecchie e continua a pronunciare il mio nome: “probabilmente staranno chiamando qualcun altro”, penso. Riprendo il mio sogno, mi focalizzo sulla mia mente. Sembra di volare oltre la realtà, per poi ingrandirla e renderla migliore: mi proietto in un mondo diverso, completamente scelto e regolato da me, dove tutto segue la direzione da me voluta e che può cambiare a mio piacimento. “Non vedo l’ora di tornare a casa e leggere il mio nuovo libro, Orgoglio e Pregiudizio; sono così contenta di averlo finalmente comprato! La copertina è talmente bella che non riesco a smettere di guardarla, con quel pavone dorato su sfondo azzurro. Chissà come sarà…”; e ancora: “Ah giusto, devo studiare. Probabilmente non riuscirò ad iniziarlo oggi. La mia mente dovrà continuare ad immaginarsi la storia ancora per un po’”. I miei occhi continuano a rimanere aperti, ma non prestano attenzione a ciò che guardano. I pensieri variano ogni minuto, passando da un argomento all’altro con grande facilità ed io mi perdo sempre più dentro me. Finisce che dal nulla mi ritrovo con gli occhi fissi a guardare il vuoto, oltre la finestra, a pensare, immaginare e sognare di tutto, cercando di evitare di staccarmi completamente dalla realtà che mi circonda. Un suono mi risveglia, come per magia, riapro gli occhi e il mondo è sempre lì, esattamente come l’ho lasciato poco prima. “Quanto è durato?” mi domando, “per quanto tempo non ci sono stata?”. Che sia solo frutto di stress, noia o frustrazione, o la realizzazione di un vero e proprio desiderio? Sognare ad occhi aperti mi permette di immaginare un futuro, rielaborare alcune emozioni o crearne altre, di staccare da una realtà che non sembra mi appartenga. Lascia completa autonomia e libertà creativa, permettendomi di dar vita ad un universo parallelo fatto appositamente per me. Riesco a costruire una realtà così perfetta da sembrare vera, quasi più vera di quella che effettivamente mi circonda.
Non mi resta che sognare, immaginare e creare ad occhi aperti. Continuare a fantasticare con la mente fino ad arrivare in quei luoghi sconosciuti, reali o immaginari, che tanto desidero scoprire. Ho la possibilità di combattere quelle battaglie che sembrano insuperabili, di vedere positività anche nei luoghi in cui questa è più nascosta e di programmare un’intera vita fuori dagli schemi. Sono io la padrona di questo mondo, è la mia mente: per questo, non mi resta che sognare.

Giada Amoruso, 3D