Cronache dalla Scuola al tempo del Coronavirus

Vogliamo costruire un racconto collettivo di come il mondo della scuola sta vivendo l'emergenza Coronavirus, una sorta di diario a staffetta in cui insegnanti, studenti, genitori, personale Ata e preside si alternano nel racconto di quello che stiamo provando, delle nostre preoccupazioni, delle nostre speranze.
Vorremmo realizzare un documento sul tempo che stiamo vivendo, dove parlare del presente, ma anche di come uscire da questa fase, di come sentiamo che questa esperienza ci sta cambiando, di quello che pensiamo di fare dopo. Crediamo che esprimere quello che sentiamo potrebbe esserci di grande aiuto in questo momento.

Chiunque voglia partecipare può scrivere un breve testo e inviarlo a 
vicepresidenza@ittmarcopolo.edu.it

Verrà pubblicato qui di seguito, all'interno di questo spazio

Spazio e tempo: i due fondamenti della realtà, le due dimensioni certe, sicure e conoscibili mentre la terza, che trascende il nostro sapere, ce la possiamo solo inventare. Del tempo sappiamo che è incontrollabile, una forza potentissima che agisce autonomamente e perfettamente immacolata e vergine dal tocco umano. Allora ci siamo appropriati di ciò che restava: lo spazio, pretendendone sempre di più, espandendoci perfino fuori dai confini della terra, occupando ogni singolo angolino. Spazio e tempo non sono solo ciò sui cui si basa la nostra realtà, ma anche le altre migliaia di mondi esistenti in un universo parallelo creato da nostri simili: la fantascienza. Fantascienza, fantasia e scienza, quindi immaginazione ma anche verità, concetti opposti ma che assurdamente si uniscono e che ci raccontano di realtà alternative, spazio e tempo che coesistono ai nostri. Ma non solo coesistono nella realtà effimera del lettore, così come fanno tutti i libri, compiono un'azione differente: creano un futuro, principalmente distopico o utopico. Distopia ed utopia, due sostantivi che vanno al di fuori della nostra realtà e del nostro presente, non sinonimi ma neanche contrari, semplicemente esempi di spazio e tempo diversi dai nostri. Che poi di utopia in alcuni casi non ne possiamo neanche parlare perché la grande differenza dal genere fantasy, per esempio, sta proprio nel tempo: il futuro è qualcosa di imprevedibile e nella sua narrazione non c'è mai qualcosa di strettamente utopico e irrealizzabile bensì è sempre presente l'elemento veritiero o, quantomeno, verosimile. Per questo, forse, preferisco i romanzi fantascientifici perché, la realtà lì descritta e la nostra non sono così lontane come sembrano, in quanto ciò che noi chiamiamo presente in realtà non esiste, o meglio, esiste invisibilmente in un frammento di tempo microscopico incomprensibile alle nostre capacità che vive nel mezzo dell'immensità del passato e del futuro. La definizione stessa di realtà è labile, mutevole e intercambiabile di persona in persona. Per questo motivo ciò che offre la fantascienza non si riduce soltanto a fantasia e utopia pura; così come ogni altra cosa che specula sull'avvenire. A volte, anzi, i futuri che offre la fantascienza sono addirittura preferibili a ciò che sembra prospettarsi per l'umanità.

(Gaia Pisanello, 3M)