Cronache dalla Scuola al tempo del Coronavirus

Vogliamo costruire un racconto collettivo di come il mondo della scuola sta vivendo l'emergenza Coronavirus, una sorta di diario a staffetta in cui insegnanti, studenti, genitori, personale Ata e preside si alternano nel racconto di quello che stiamo provando, delle nostre preoccupazioni, delle nostre speranze.
Vorremmo realizzare un documento sul tempo che stiamo vivendo, dove parlare del presente, ma anche di come uscire da questa fase, di come sentiamo che questa esperienza ci sta cambiando, di quello che pensiamo di fare dopo. Crediamo che esprimere quello che sentiamo potrebbe esserci di grande aiuto in questo momento.

Chiunque voglia partecipare può scrivere un breve testo e inviarlo a 
vicepresidenza@ittmarcopolo.edu.it

Verrà pubblicato qui di seguito, all'interno di questo spazio

Recentemente mi è capitato di pensare al trascorrere del tempo e alle epoche che non abbiamo vissuto, a quanti avvenimenti storici significativi ci siamo persi vivendo in questo periodo. Nei secoli passati, infatti, si sono susseguiti momenti storici indimenticabili e che hanno sicuramente lasciato la loro traccia nella storia contemporanea, influenzando l’intera umanità. Per giorni ho provato a pensare a come avrebbe potuto essere la mia vita se fossi nata in un periodo storico differente. Immagino le mie giornate nelle corti italiane del Cinquecento, in pieno periodo rinascimentale…
Sogno una vita artistica, una vita come manifestazione e rivelazione di un altro mondo, un mondo nuovo. Sogno le feste, le cerimonie, i banchetti e le riunioni di intere famiglie aristocratiche in maestose sale nobiliari, nelle quali si ostentava la ricchezza. Immagino i pomeriggi all’aria aperta negli immensi giardini che contornavano i castelli o le dimore, oppure le serate a teatro in compagnia di nobili e politici. La vita quotidiana era semplice, fatta di piccoli gesti e azioni materiali. Le preoccupazioni erano legate al fabbisogno giornaliero. Gli artigiani trascorrevano lunghe giornate lavorando nelle botteghe. Nelle corti e nei castelli, invece, la vita era ben diversa. Nobili, aristocratici e politici trascorrevano ore a stretto contatto con la ricchezza e la sapienza. Celebravano le feste famigliari e religiose con grande eleganza e leggevano le opere dei più grandi autori. Si studiava e si apprendeva ciò che la vita aveva da offrire, bellezza e cultura. Anche le donne, per la prima volta considerate quasi al pari dell’uomo, erano ritenute degne di ricevere un’educazione esemplare e di partecipare a feste, balli e tornei. Immagino le donne dell’aristocrazia rinascimentale con la loro eleganza e il loro portamento, quello stile di vita che tanto ricerco in film e racconti d’epoca; curavano tutto nei minimi dettagli. Immagino abiti ampi e lussuosi, caratterizzati da particolari in oro e colori sgargianti, gioielli vistosi ed eleganti, capelli biondi ondulati o ben raccolti, trucchi impeccabili e fragranze persistenti, per profumare le vesti, la casa ed il corpo. Sono le donne di corte, le donne ricche, nobili ed eleganti, che sfoggiano la loro importanza in questa vita tanto meravigliosa quanto desiderata e ricercata.
Questa è la mia idea di Rinascimento, il luogo in cui la mia immaginazione mi porta. Io sogno questo, la vita nel ‘500: il Rinascimento.

(Giada Amoruso, 3D)