Cronache dalla Scuola al tempo del Coronavirus

Vogliamo costruire un racconto collettivo di come il mondo della scuola sta vivendo l'emergenza Coronavirus, una sorta di diario a staffetta in cui insegnanti, studenti, genitori, personale Ata e preside si alternano nel racconto di quello che stiamo provando, delle nostre preoccupazioni, delle nostre speranze.
Vorremmo realizzare un documento sul tempo che stiamo vivendo, dove parlare del presente, ma anche di come uscire da questa fase, di come sentiamo che questa esperienza ci sta cambiando, di quello che pensiamo di fare dopo. Crediamo che esprimere quello che sentiamo potrebbe esserci di grande aiuto in questo momento.

Chiunque voglia partecipare può scrivere un breve testo e inviarlo a 
vicepresidenza@ittmarcopolo.edu.it

Verrà pubblicato qui di seguito, all'interno di questo spazio

La depressione è un male dell’anima scoppiato nel secolo scorso tra i Paesi con un certo benessere economico.

Le persone afflitte da questo male sono praticamente senza energia, non hanno la forza di alzarsi dal letto, di farsi il pranzo o la cena e di fare qualsiasi cosa.

Non hanno energie perché qualcosa gliele prosciuga e quel qualcosa è questo “demone”; la depressione.

Alcuni riescono a “guarire” con il tempo, altri purtroppo no.

A volte si vede nei social, nei libri e nei film che questo disturbo viene dipinto in modo romantico. 

Una persona depressa non è il protagonista triste di un film con un lieto fine, nessuno guarisce “magicamente”. Trovare dentro sé stessi la forza di reagire a qualcosa che ti schiaccia è difficile ed è molto più facile essere sopraffatti da questo male oscuro. 

Nessuno ha una pozione magica in grado di guarire una persona depressa, credo però che amici, parenti, insegnanti o semplici conoscenti debbano sapere il male che provocano con le loro frasi fatte come “dipende tutto da te”. 

Spesso le persone che hanno VERAMENTE la depressione e che provano a cercare aiuto non vengono credute o vengono classificate come persone in cerca di attenzioni. 

Non è vero, la depressione non dipende dalla mancanza di affetto, credo che ci siano persone che riusciranno a guarire ed altre che non riusciranno mai a trovare la forza per reagire. 

Quello che si può fare è comprendere la depressione, anche se bisogna evitare di farsi coinvolgere troppo in un vortice di emozioni negative. 

Le persone e i media dovrebbero avvicinarsi a questo mondo con delicatezza e rispetto e soprattutto dovrebbero riuscire a capire la differenza fra semplice tristezza e depressione.

Non sei depresso se una canzone ti rende triste.

Non sei depresso se sei triste per un brutto voto a scuola.

Non sei depresso se il tuo partner ti lascia.

Non sei depresso perché hai come foto profilo una foto photoshoppata di un cartone animato che piange.

Non sei depresso perché vuoi essere abbracciato/a dal tuo compagno/a.

Sei solo triste. La tristezza dopo un paio di giorni se ne va, la depressione e la sua costante sensazione di vuoto interiore e voglia di morire no.

Basta romanticizzare la depressione, questo è un brutto male e non un film dal finale strappalacrime

(Ilaria Pesciullesi, 4C)