Cronache dalla Scuola al tempo del Coronavirus

Vogliamo costruire un racconto collettivo di come il mondo della scuola sta vivendo l'emergenza Coronavirus, una sorta di diario a staffetta in cui insegnanti, studenti, genitori, personale Ata e preside si alternano nel racconto di quello che stiamo provando, delle nostre preoccupazioni, delle nostre speranze.
Vorremmo realizzare un documento sul tempo che stiamo vivendo, dove parlare del presente, ma anche di come uscire da questa fase, di come sentiamo che questa esperienza ci sta cambiando, di quello che pensiamo di fare dopo. Crediamo che esprimere quello che sentiamo potrebbe esserci di grande aiuto in questo momento.

Chiunque voglia partecipare può scrivere un breve testo e inviarlo a 
vicepresidenza@ittmarcopolo.edu.it

Verrà pubblicato qui di seguito, all'interno di questo spazio

“L'aula della Camera - con 265 sì, 193 no e un astenuto- ha approvato il testo unificato delle proposte di legge di contrasto alla violenza e la discriminazione per motivi legati alla transomofobia, alla misoginia e alla disabilità.” Siamo nel 2020 e sentiamo ancora parlare di fobie. OmoFOBIA, xenoFOBIA, transFOBIA, sinoFOBIA. Qual è il vero motivo? Forse l’odio, il disprezzo, l’ignoranza, la cattiveria, e tutto ciò che racchiudono? Ho 18 anni e non voglio vivere in un mondo che insegna questo e nel mio piccolo cercherò di lasciare ai miei futuri figli una società diversa, con altri valori. Non si tratta di fobie, e quindi di paure, ma di ignoranza, ignoranza che non dipende dal titolo di studio, ignoranza morale e sociale; questo è il tipo di ignoranza che determina tali comportamenti. Ho letto dei dati; pare che in questo solo anno siano stati 638 gli atti discriminatori accertati verso persone “diverse”. Molto spesso questi atti non vengono puniti, ed è proprio per questo che chi li compie si sente libero di prendersi gioco delle vittime, dei diversi. Non a caso uso la parola DIVERSO. Non credo sia un difetto esserlo, ma solo un elemento di arricchimento e differenziazione; ciò che ci rende unici al mondo: gli occhi a mandorla, una carnagione scura, un uomo con i tacchi e una donna con i capelli corti. Chi stabilisce chi è “diverso” e chi “normale”? Chi decide “io sì e tu no”?  Purtroppo, ancora oggi sono diverse le modalità con cui questa ignoranza colpisce: dal prendere in giro sul fisico di una bambina di soli 12 anni, all’uccisione di donne e uomini omossessuali. È fondamentale non sottovalutare i piccoli avvertimenti e le richieste di aiuto di chi questa ignoranza la subisce. Non permetto a nessuno di scegliere per me, non amo seguire la massa; dobbiamo avere il coraggio di dire: “non la penso come te”, anche se questo implica una discussione o l’allontanamento da un amico. Non abbiate paura e non siate complici di questa ignoranza. Troppo spesso mi sono sentita diversa a causa di commenti o prese in giro, troppo spesso mio padre è stato guardato male perché di colore; nonostante un buon lavoro e una bella famiglia, troppo spesso mia mamma è stata giudicata negativamente perché sposata con un uomo arabo: “chissà come ti tratta, avrà 4 mogli e tu sei una delle tante.” L’amore e la felicità non hanno età, genere, etnia o religione e TU, che così tanto temi il diverso, non sei nessuno per sostenere il contrario.

(Yasmine Atil, 5D)