Calendario Impegni

Cronache dalla Scuola al tempo del Coronavirus

Vogliamo costruire un racconto collettivo di come il mondo della scuola sta vivendo l'emergenza Coronavirus, una sorta di diario a staffetta in cui insegnanti, studenti, genitori, personale Ata e preside si alternano nel racconto di quello che stiamo provando, delle nostre preoccupazioni, delle nostre speranze.
Vorremmo realizzare un documento sul tempo che stiamo vivendo, dove parlare del presente, ma anche di come uscire da questa fase, di come sentiamo che questa esperienza ci sta cambiando, di quello che pensiamo di fare dopo. Crediamo che esprimere quello che sentiamo potrebbe esserci di grande aiuto in questo momento.

Chiunque voglia partecipare può scrivere un breve testo e inviarlo a 
vicepresidenza@ittmarcopolo.edu.it

Verrà pubblicato qui di seguito, all'interno di questo spazio

Cronache dalla Scuola al tempo del Coronavirus

RIVOGLIO IL FUTURO

Ormai è da alcune settimane che il mondo intero si occupa del COVID 19, virus mai visto fino a questo momento. Sembra di vivere dentro quei film che guardavamo dal nostro computer, ma adesso, improvvisamente, sono realtà.
Fino a qualche mese fa tutto questo ci sembrava impossibile e invece eccoci a vivere una situazione surreale.
Io e i miei amici, all’inizio, sono sincera, eravamo felici che avessero chiuso la scuola, non avevamo preso tutto questo seriamente ed allora abbiamo pensato alla bellezza di non avere più interrogazioni e verifiche ( che per noi ragazzi vuol dire tanto fidatevi), abbiamo pensato al fatto che non avremmo rivisto per un po’ il professore antipatico che ci prende di mira e naturalmente che saremo potuti uscire di più, visto che non eravamo più impegnati con lo studio.
Presto però tutto questo si è trasformato in un incubo.
La nostra routine è stata stravolta completamente.
Tutto quello che potevamo fare prima, adesso ci sembra un miraggio.
In questi giorni di noia ho ripensato a come Alessandro Manzoni ha descritto la peste nei  Promessi sposi: “La peste che il tribunale della sanità aveva temuto che potesse entrar con le bande alemanne nel milanese, c’era entrata davvero, come è noto; ed è noto parimente che non si fermò qui, ma invase e spopolò una buona parte d’Italia”. Questo è l’incipit del capitolo 31 de I Promessi Sposi. Rileggendo questa descrizione sembra proprio che quella peste di Milano parli di noi. Anche il coronavirus come la peste del 1630 ha invaso tutta Italia, portando paura e sconforto. Eh si... si, sembra aver fatto un salto nel tempo e esserci risvegliati ai tempi di Renzo e Lucia, la peste però ai giorni d’oggi prende il nome di coronavirus. In queste giornate vuote mi ritrovo spesso a non fare niente: studio, guardo Netflix, faccio i TikTok e sto su Instagram. Ho le video lezioni. Ecco!. Metodo infallibile per andare avanti con il programma scolastico (fortunatamente i miei prof per il momento non interrogano, incrociamo le dita tutti insieme!!!) .
Gli amici li sento in video chiamata e devo dire che non è proprio il massimo.
Non c’è più un contatto fisico, non ci sono più gli abbracci, non ci sono più i baci. Noto che anche le persone sono cambiate, non c’è più quel sorriso che c’era prima, non ci sono più le risate, le persone dai mille colori si sono trasformate in persone grigie. Però ho anche iniziato a fare cose che prima non avevo proprio il tempo di fare: ho riscoperto la mia passione per il disegno, per la musica  e per la pittura e sicuramente ho più tempo per scrivere e dedicarmi alla mia amata sceneggiatura.
La normalità mi manca: mi manca stare con la mia famiglia, mi manca uscire la sera con gli amici, mi mancano le code fatte per entrare in discoteca, mi manca il mio corso di sceneggiatura, mi mancano i saluti, mi manca il suono della campanella e l’odore dei fogli a protocollo.
Dico una cosa che non avrei mai pensato di dire :

                         Mi mancano la scuola e i professori.

Oddio l’ho detto veramente? Eh si è proprio in questi momenti che ti accorgi che ormai fanno parte di te. Probabilmente io e i miei compagni, ma come tutti i ragazzi d’ Italia, pagheremmo oro pur di ritornare a scuola. Tornare a scuola significherebbe tornare alla normalità, alla vita di tutti giorni e vorrebbe dire che finalmente abbiamo vinto.
Ma ci pensate quando riusciremo per strada? Io mi immagino una bella festa per le vie della mia città dove tutti parliamo, ridiamo e scherziamo.
In queste sere penso all’estate, al mare, penso a quando parleremo di questa malattia come una cosa passata, penso a quando tornerò dai nonni, penso a questa primavera che non ha sapore di primavera, penso a quando torneremo a fare la spesa tutti insieme e a quando sentirò la campanella della scuola suonare di nuovo, penso anche a quando ci tornerà l’ansia per le verifiche e a quando cominceremo a passarci di nuovo i compiti tra di noi.

”Atene fu distrutta dalla paura della peste, non dalla peste” (Tucidide)

In verità, tutto per loro diventava presente; bisogna dirlo, la peste aveva tolto a tutti la facoltà dell’amore e anche dell’amicizia; l’amore, infatti, richiede un po’ di futuro, e per noi non c’erano più che attimi” (Albert Camus, La peste)

Queste secondo me sono delle citazioni che rispecchiano questo momento difficile che stiamo passando. Il virus ci ha portato via l’amore, l’amicizia e tante altre cose, ma non facciamoci spaventare come gli ateniesi, siamo forti, dobbiamo superare questo momento, stiamo uniti e ce la faremo.

Andrà tutto bene!

 

Sofia Butelli, studentessa 3N, 30 marzo 2020

 

Questi 5 anni sono volati!!!!!
Erano mesi che pensavo a come avrei salutato e ringraziato il nostro caro dirigente e tutti gli insegnanti, per questi fantastici 5 anni.
Questa scuola ha stupendamente traghettato mia figlia dalla fanciullezza alla maturità.
E, per quei genitori che, come me, si sono messi in cammino insieme ai propri figli, beh...non ci sono parole per esprimere TUTTO QUELLO CHE LA NOSTRA SCUOLA CI HA REGALATO!
MAI, AVREI PENSATO A QUESTA EMERGENZA!!!! MAI AVREI PENSATO CHE L'ULTIMO ANNO SCOLASTICO DI MIA FIGLIA SAREBBE STATO "A DISTANZA".
MAI AVREI PENSATO DI NON VEDERE I MIEI ANZIANI GENITORI PER COSÌ TANTO TEMPO!
MAI AVREI PENSATO CHE TUTTE LE PICCOLE, SEMPLICI ABITUDINI COSÌ SCONTATE MI SAREBBERO MANCATE  TANTO!!!
E MAI e poi MAI AVREI PENSATO CHE SAREBBE STATO COSÌ DIFFICILE PER ME GESTIRE L'ANSIA PER LA PAURA CHE, MIO MARITO, AFFETTO DA SCLEROSI MULTIPLA, POSSA VENIRE CONTAGIATO DA QUESTO SUBDOLO VIRUS.
VORREI FARE I COMPLIMENTI A TUTTI I NOSTRI GIOVANI RAGAZZI CHE, FIN DA SUBITO, HANNO RECEPITO L'ESTREMA IMPORTANZA DEL RIMANERE A CASA! CON SERIETÀ E IMPEGNO STANNO VIVENDO QUESTO DIFFICILE MOMENTO.
E DAVVERO GRAZIE DI CUORE AGLI INSEGNANTI CHE STANNO MAGISTRLMENTE FACENDO L'IMPOSSIBILE CON LE VIDEOLEZIONI E IL MATERIALE INVIATO ONLINE.
UN GRAZIE INCOMMENSURABILE AL NOSTRO DIRIGENTE PER TUTTE LE INIZIATIVE CHE HA REALIZZATO IN QUESTI ANNI, GRAZIE PER LE LETTERE CHE CI HA SCRITTO IN QUESTO PERIODO , GRAZIE PER COME RIESCE, COSTANTEMENTE AD ESSERE VICINO A TUTTI NOI E DAVVERO GRAZIE PER TUTTI GLI SPUNTI  DI CRESCITA CHE HA SAPUTO REGALARE SOPRATTUTTO A NOI GENITORI.

 

Patrizia Toti, madre di un'alunna, 30 marzo 2020

 
 

Ormai da alcune settimane il mondo intero si occupa e si preoccupa di questo covid19, un virus subdolo mai visto fino ad ora. Lo scenario che il nostro paese nello specifico sta affrontando è quasi apocalittico: persone che svaligiano i supermercati come se fosse la fine del mondo e discutono tra di loro per accaparrarsi un’amuchina in più, per non parlare della caccia alle mascherine. Insomma un gran numero di persone è impazzito, guidato dall’ignoranza e dalla paura.
Questo virus ci ha messi in una situazione particolare, ci fa sentire stretti, rinchiusi dalle pareti delle nostre case. Ci sentiamo privati della nostra libertà come individui, ci sentiamo privati dell’affetto che in un momento come questo è forse l’unica cosa che potrebbe tirarci su di morale. Niente baci, niente strette di mano, niente abbracci, almeno un metro di distanza gli uni dagli altri. È molto triste, solo in questi giorni di quarantena mi rendo dolorosamente conto di quanto un abbraccio sia scontato e allo stesso tempo vitale per me. Io sono una persona fisica, di contatto, abbraccio continuamente i miei amici e i miei cari, mi viene spontaneo, in automatico. Questi giorni sono difficili da affrontare, e devo essere sincera, ho pianto spesso. Ho pianto perché mi mancano le mie amiche, perché sono lontane e non le posso stringere a me, ho pianto perché mi sono sentita soffocare dopo aver fissato per giorni il soffitto della mia camera. È straziante la quarantena, ma davvero necessaria. Comprendo l’importanza del restare a casa, del proteggere me stessa e tutte le persone che mi stanno intoro.
Passerà presto, lo so. Nel frattempo prego e spero che passi nel minor tempo possibile, voglio solo arrivare al giorno in cui penseremo a questi giorni come al passato, sorridendo ripenseremo alle videochiamate che invece di migliorare la situazione ci facevamo mancare ancora di più gli altri, ci abbracceremo. Ci abbracceremo forte e tutto andrà di nuovo bene. Lo so.

Livia Tozzi, studentessa 3D, 29 marzo 2020

Almeno abbiamo la tecnologia. E quasi sempre funziona. E a volte fa sorridere.
Nativi digitali sbigottiti di fronte alla necessità di distinguere software da hardware, Google da Internet, account personale e account istituzionale.
La generazione degli autodidatti digitali preoccupata di essere all'altezza della sfida.
E la formula magica: didattica a distanza.
Anche una sola ora a settimana, in cui si riesce a vedersi e a parlare, è un tesoro. Grazie ragazzi, per l'entusiasmo che riuscite a fare uscire da casa. Per la fiducia che ci dimostrate. Perché ci fate capire che la scuola c'è.

A presto
 
Ilaria Foresti, insegnante, 28 marzo 2020

GRAZIE! GRAZIE A TUTTI!

Grazie a tutti gli infermieri, i dottori e a tutto il personale sanitario che tutti i giorni e per tutto il giorno e tutta la notte, lotta per la salute dei nostri malati e per la propria
Grazie a tutti coloro che lavorano e che ci assicurano un po' di quotidianità 
Grazie anche a tutti coloro che hanno dovuto smettere di lavorare per attività che creavano più assembramento e non di prima necessità 
Grazie al tempo che abbiamo per alimentare di più il focolaio di casa tra cucina, giochi e ginnastica fai da te
Grazie a tutti i figli che sono costretti a sopportare di più i genitori sempre in casa
Grazie agli amici che lo saranno per sempre e che adesso ci abbracciano attraverso la tecnologia
Grazie ai nonni che hanno capito di non essere stati abbandonati ma non vedono l'ora di abbracciarci nuovamente
Grazie a tutti i meravigliosi professori che in tutti i modi didattici, umani e affettivi supportano gli studenti e un incoraggiamento particolare va a tutti i ragazzi di quinta: è l'ultimo anno e certo non avreste voluto viverlo così, per la scuola, gli amici, per i prof, per la gita e per l'esame, ma sono sicura che tutti i vostri professori vi guideranno con tutte le loro possibilità e oltre
Grazie a lei signor preside che insieme ai suoi collaboratori ha formato UNA SIGNORA SCUOLA e anche in questo momento è vicino a tutti
Una preghiera, per tutti coloro che sono stati vinti dal coronavirus
 
Paola Benducci, madre di un'alunna, 28 marzo 2020
 

Quella notte feci un sogno bruttissimo… tutto il mondo era stato invaso da un alieno con le sembianze di un imperatore,  il segno distintivo una corona dorata e splendente sulla testa. Per imporre la sua supremazia aveva costretto tutte le persone all’isolamento. Nessuno poteva più uscire di casa, i ragazzi non potevano andare a scuola, non era più permesso andare a passeggiare, giocare nel parco,  trovarsi con gli amici,  o anche solo scambiarsi un abbraccio o una stretta di mano. I nonni non potevano più vedere i nipoti, i figli non potevano più andare a trovare i propri genitori anziani. Ma la cosa peggiore era che, nonostante ci fossero tanti eroi che ogni giorno lottavano con coraggio e determinazione per sconfiggere l’imperatore,  i più fragili soccombevano al suo potere nella più triste solitudine. Dentro di me la speranza si alternava alla paura e al senso di impotenza…
Mi svegliai di soprassalto sudata, in preda ad una sensazione di panico. Per fortuna si era trattato solo di un brutto incubo... Quella mattina mi vestii di tutto punto e mi truccai come non facevo da tempo. Uscii molto presto. Avevo deciso di fare una passeggiata prima di andare in ufficio. Era una bellissima giornata di sole, il cielo era di un azzurro intenso, i fiori stavano sbocciando sugli alberi …era primavera e mai come prima mi soffermai a guardare ogni piccolo particolare di quel tragitto che facevo ogni giorno ma che oggi mi sembrava connotato da un significato particolare come se tutto quello che mi circondava fosse un meraviglioso miracolo.
Dopo il lavoro, prima di rientrare, mi fermai da mia madre. Rimasi a chiacchierare un po’ con lei come non facevo da tempo e giocammo a burraco perché a lei piace tanto.
Tornai a casa. C’era un buon odore … mio marito stava preparando il suo piatto forte perché quella sera avremmo avuto tante persone a cena. Mia figlia suonava il pianoforte intonando  “Imagine”  con la gioia negli occhi perché dopo sarebbe uscita con i suoi amici di scuola ... una lacrima rigò il mio viso… era felicità pura.
Li baciai e li abbracciai forte forte e dissi loro quanto mi sentissi fortunata.
Così quella sera, come tutte quelle che seguirono,  prima di addormentarmi pronunciai una sola parola: GRAZIE.

Rita Solari, madre di un’alunna, 27 marzo 2020

Buongiorno sono la mamma di un ragazzo di 3 ho visto sulla homepage la richiesta del ns preside e vi giro volentieri il riconoscimento che ha avuto per il ns gruppo il presidente Mirko Dormentoni. Ad oggi siamo riuscite a cucire 300 mascherine regalandole a tutti coloro che le chiedevano.. Sanificandole.. Se riusciamo a reperire altro materiale il ns obbiettivo sara' qualche casa di riposo dove qualche membro ha contatti. 
Ecco il riconoscimento sulla pagina facebook di Mirkp Dormentoni:
Ricevo da cittadine e cittadini del gruppo di controllo di vicinato solidale di Mantignano e Ugnano e volentieri pubblico ringraziandoli di ❤️ #famigliaQ4. 
Dopo diversi giorni di torpore e soliti bla bla inutili, ieri, come per incanto, dal cilindro magico qualcuno ha tirato fuori un rotolo di tessuto non tessuto per fare le mascherine. Le donne del comitato Ugnano e Mantignano si risvegliano come da un letargo fatto di noia. 5, poi 10, poi 20, tutte pronte ad offrire il loro contributo per realizzare qualcosa da regalare a chi capita per necessità negli ultimi negozi rimasti aperti di paese. Chi ha il modello, chi sa cucire, chi può fornire l'elastico e cosi, stamattina,  sempre rispettando le regole ministeriali,  all'edicola venivano regalate le prime 20 mascherine ad anziani e clienti che non ne avevano. La cosa più importante che passa ben oltre i problemi del coronavirus non è cosa queste persone abbiano donato, ma in che modo lo abbiano fatto. Per questo siamo molto fiduciosi e insieme ce la faremo.
 
Cinzia Becagli, madre di un alunno, 24 marzo 2020